lunedì 13 febbraio 2017

Recensione: Calendar Girl. Ottobre - Novembre - Dicembre


Nuvoline,
sono estremamente contenta di poter condividere con voi questo momento. Di poter condividere con voi la conclusione di una saga che si è prolungata leggermente troppissimo per i miei gusti. Ma, finalmente, ce l’abbiamo fatta. E non vedo l’ora di condividere con voi tutti le cose strane e indecenti che ho letto.
Attenzione! Questa recensione conterrà spoiler! Anche questa volta ci ho pensato molto accuratamente e sono giunta alla conclusione che potevo spingermi oltre il limite, non solo perché il romanzo è uscito da molto tempo, ma soprattutto perché dovevo spiegarvi cos’ha questa benedetta saga che non va.
Quindi, se vi ho incuriosito e non volete rovinarvi la sorpresa, leggete solo la prima parte. Se volete farvi due risate… arrivate pure fino in fondo.


  • Titolo: Calendar Girl – Ottobre/Novembre/Dicembre
  • Autore: Audrey Carlan
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Pagine: 266
  • Da acquistare sì o no? Fatevelo prestare da un’amica che l’ha acquistato
  • Voto: Mi appello alla facoltà di non rispondere


Voto copertina:


Nelle puntate precedenti de Calendar Girl,  #trustthejurney….

Un anno.
Dodici mesi.
Un uomo al mese.
Dovendo ripagare il debito del padre, da poco risvegliato dal coma ma ancora in condizioni critiche, Mia decide di intraprendere la carriera di escort d’alto borgo. O almeno è così finché Max, il fratellastro scoperto poche settimane prima, le paga le migliaia di dollari rimanenti e Mia è… libera.
Naturalmente non da un punto di vista sentimentale perché Wes è tornato da lei e nonostante gli effetti del trauma subito in un paese sperduto sulle coste dell’Indonesia, sono più innamorati che mai.
Mia abbandona la carriera di escort per una striscia su un canale televisivo in quanto, grazie alla visibilità ottenuta nei mesi precedenti, è diventata un modello per tutte le ragazze americane.
Lo ammette anche lei, la sua vita non potrebbe andare meglio. Wes è tornato da lei, il padre si è svegliato dal coma, Maddy è felice con Matt e super concentrata sugli studi, ha trovato un fratello che non pensava nemmeno di avere e può contare su tantissime persone, su tantissimi amici che ha conosciuto durante il suo viaggio.
Una sola domanda rimane irrisolta: che fine ha fatto la madre?
Ma è proprio necessario saperlo quando al suo fianco ci sono delle persone così fantastiche?
L’importante non è il punto d’arrivo, ma il viaggio #trustthejurney.
Sempre.

La serie Calendar Girl è composta da 12 romanzi, divisi in quattro volumi:

1)   Calendar Girl – Gennaio/Febbraio/Marzo (recensione QUI
2)   Calendar Girl – Aprile/Maggio/Giugno (recensione QUI
3)   Calendar Girl – Luglio/Agosto/Settembre (recensione QUI
4)   Calendar Girl – Ottobre/Novembre/Dicembre


Ragazze avventurose, se siete arrivate fino a questo punto vuol dire che mi volete bene e siete interessate a sapere perché questa saga mi ha leggermente stressato la vita.
E io davvero non vedo l’ora di parlarvene.
Iniziamo dal principio, dalla trama che, all’inizio, oserei dire agli albori della preistoria, trovavo molto interessante. No, non sto scherzando. Sapete, ci sono lettrici che vogliono leggere un bel giallo, altre che vogliono leggere un bel saggio, altre ancora che vogliono leggere una bella storia d’amore.
Io, ad aprile, quando iniziai questa saga, volevo leggere un bel romanzo erotico.
E quando ho letto la trama della saga, ho creduto, ho sperato, di aver finalmente trovato quello che stavo cercando. Ma in realtà mi sbagliavo, mi sbagliavo sul serio.


La saga è partita bene: le scene di sesso mi piacevano, erano scritte anche molto bene, ma con il passare delle pagine, con il passare dei volumi, ha iniziato a diventare davvero monotona. Si è capito dall’inizio che Wes sarebbe stato l’end-game della protagonista, il suo lieto fine. E sapevo che la nostra Mia non avrebbe scopato con tutti i suoi clienti, sapevo che l’autrice avrebbe cercato di aggiungere un po’ di profondità a questo romanzo erotico, tuttavia non credevo che con il passare delle pagine la temperatura si raffreddasse così tanto. Più che un romanzo erotico mi sembrava di leggere la lista della spesa.
Questo non perché le scene di sesso sono improvvisamente diventate assenti, ma perché erano così ricche di dialoghi, di Spingimelo dentro tutto e Sisisisisì così e altri blablabla che per poco non capivo cosa stava effettivamente accadendo. Ci sono scene erotiche e scene erotiche e ci sono momenti per sproloquiare e altri per rimanere zitti e descrivere il momento. Forse questo l’autrice l’ha dimenticato con il passare delle pagine.


Forse è stata la struttura stessa a essere troppo lunga. Le troppe pagine, i troppi personaggi che apparivano, sparivano e poi venivano reintrodotti alcuni capitoli dopo solo per un piccolo saluto. Il potenziale iniziale è andato sempre più scemando e ho iniziato a chiedermi perché i mesi dovessero essere proprio dodici e non, che ne so, otto o dieci. Non so se è stata una mia impressione, ma hanno iniziato a esserci sempre più scene inutili, scene messe lì solo per allungare il brodo, solo per far apparire Mia una vittima oppure, in caso contrario, un’eroina.
Contrariamente a tantissimi altri romanzi, erotici e non, non si assiste a un’evoluzione del personaggio. Lei rimane sempre e solo una ragazzina di venticinque anni con le idee per nulla chiara e una libidine che potrebbe stendere uno stallone. La cosa che veramente non ho mai capito è come facesse a risultare simpatica a tutti quelli che incrociavano il suo cammino. Eppure a me stava altamente sulle palle e ci sono stati momenti dove ho desiderato altamente che fosse investita da un pullman e che la saga terminasse così, con il suo funerale e il matrimonio di Wes e Gina De Luca.

#colpodiscena

Eppure, nonostante desiderassi questo con tutte lei mie forze, non è successo e abbiamo assistito alla maratona di gioie che, l’una dopo l’altra, in questi dodici mesi si sono succedute nella vita di Mia.
Non da ultima… l’incontro con la madre che noi, insieme a Max e Maddy, abbiamo imparato a odiare con tutte le nostre forze. Perché la credevamo la più stronza tra le stronze.
E invece no. La carissima signora era solamente bipolare (ma almeno l’autrice sa cosa significa avere questa malattia? Ha fatto delle ricerche oppure ha scritto la prima cosa che le passava per la testa perché è bipolare anche lei?), ma, grazie a un colpo di fortuna, ha trovato qualcuno capace di capirla, capire i suoi comportamenti e di metterla in contatto con la famiglia. Giusto in tempo per Natale!
Cercate una gioia?
Rivolgetevi a Mia! Ne ha da vendere.

Prima di salutarvi, vorrei spendere ancora due parole sulla pessima figura fatta dall’autrice nel volume precedente. AnniDiNuvole è prima di tutto uno spazio di confronto, uno spazio dove ognuno può dire ciò che vuole, sempre usando termini civili.
Ciò che proprio non ho apprezzato è stato il rapimento di Wes da parte della cellula terroristica, rapimento terminato in un sventato attacco kamikaze e un ringraziamento di Mia degno di una fan sfegatata di Trump.
L’America è il Paese della libertà.
L’America è il paese più forte al mondo.
Sono stata fisicamente male nel leggere ciò che è successo a Gina, sono stata male nel vedere come quella poverina è stata trattata, non solo dai terroristi, ma dalla stessa autrice che ha messo il suo trauma in secondo piano rispetto a quello subito da Wes.

C’è tempo, modo e luogo per dire qualsiasi cosa.
E lasciatemelo dire.
Questo NON è il modo, NON è il luogo e soprattutto NON è il momento per incitare alla xenofobia e al razzismo.
Se si legge è perché ci si vuole distrarre dalla realtà che ci circonda.
Non trovate?

Come sempre, ci trovate su tutti i social cercando @AnniDiNuvole!
Seguiteci, non ve ne pentirete!!
Un abbraccio e… buona lettura!




Roberta


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